‘Il giornalino piccolino’ 2015 creato dai bambini dei ciclo primario

il giornalino piccolino 2015

Buona lettura e Bravissimi agli autori!

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INVITATION TO OUR CIAO GATHERING

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                                                        28 June 2015

                                                          at 15:30 hrs

                                                      SCHUMAN HALL

    

                 CIAO (Cultural Italian Association in Oxfordshire) presents

 

                   AN AFTERNOON OF THEATRE AND REFRESHMENTS

PROGRAMME:

15.30 – Welcome and introduction

 

16.00 – Primary and Secondary Pupils will perform:

– Filastrocche

– I magici gatti con gli stivali

– L’erba speciale

– Scene di vita quotidiana

– Ulisse e Polifemo

– Chichibio e la gru

 

17.00 – Refreshments      – Please bring something to share!

 

17.30 – Informal discussion about the Italian extracurricular activities for next year

 

 

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Progetto “il senso della vita”- confronto di opinioni

  “Pierre Anthon lasciò la scuola il giorno in cui scoprì che non valeva la pena far niente, dato che niente aveva senso. Noi restammo”.niente

Il tredicenne Pierre Anthon ha un’intuizione nichilista. Percepisce improvvisamente il mondo e la vita umana come privi di senso e sceglie di ritirarsi sui rami di un albero per declamare, come un moderno anacoreta, l’insensatezza dell’essere. I suoi compagni di scuola – siamo in un piccolo centro della provincia danese – provano a confutare le tesi di Pierre Anthon inventando un gioco: a ciascuno di loro, a turno, verrà chiesto di donare al gruppo qualcosa che abbia un significato speciale.

Gli oggetti formeranno la “catasta del significato”, ossia un Merzbau (nel corso della storia un grande museo di New York offrirà tre milioni e mezzo di dollari per accaparrarsi la catasta) da erigere in una vecchia segheria abbandonata. La catasta in principio è formata da oggetti di poco conto: un paio di sandali, una canna da pesca, una bandiera.

Ma presto il meccanismo di ritorsione, in un crescendo perverso, spingerà i ragazzi a fare richieste sempre più esorbitanti, finché in cima al cumulo non finiranno la testa di un cane, la bara di un bambino e il dito indice di una mano.

È questa, a grandi linee, la storia di Niente, romanzo di Janne Teller uscito in Danimarca nel 2000 – in Italia è stato tradotto da Maria Valeria D’Avino per Feltrinelli nel 2012.

Niente’ si interroga sui temi del male e della crudelta` e in questo senso è un’opera classica. Lo è poiché affronta il tema sacro dell’esistenza e del suo significato. Un significato – sembra indicare il gioco macabro dei ragazzini – che non è dato in sé, ma che scaturisce da un atto di volontà.

È un libro che muove leve profonde e che turba l’animo del lettore e lo fa attraverso una scrittura piana, asciutta e inesorabile che si somma a un meccanismo narrativo rigoroso capace di amplificare a dismisura l’intensità del racconto. Se esiste in qualsiasi lettore una specie di istinto di conservazione che preservi dal provare dolore è a una simile qualità che si fa appello leggendo Niente, e quando questo accade vuol dire che siamo in presenza di un grande libro.

Da una presentazione in classe di Andrea Pomella

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Una domanda provocatoria

La prigione contribuisce a formare i criminali?   di Oliver GreenwoodInmate

Per migliaia d’anni, da quando il sistema penitenziario fu inventato, i legislatori pensarono che il modo piu’ efficiente di far si’ che la legge venisse rispettata, fosse aumentare la severita’ delle pene.

L’idea che la prigione sia un luogo non solo di punizione, ma anche di recupero sociale per i criminali e’ piuttosto nuova; soltanto nel 1764 Cesare Beccaria, filosofo illuminista, comincio’ a condannare il vecchio sistema penitenziario,criticando la pena di morte e la tortura.

Son passati circa 250 anni da quando Beccaria scrisse Dei delitti e delle pene  e ci sono stati diversi progressi per cercare di riabilitare i carcerati, ma le statistiche indicano che due su tre persone, dopo aver scontato la propria pena si dedicano di nuovo ad attivita’ criminali.

Le carceri non fanno abbastanza per rieducare i criminali: insegnano ai detenuti un lavoro, come il fabbro o l’elettricista, che dovrebbe aiutare loro a reinserirsi nella societa’ “normale”; ma molto spesso purtroppo questo nuovo lavoro non sara’ mai lucroso come quello illegale. E’ difficile che uno spacciatore di cocaina che, prima di essere imprigionato, guadagnava centinaia di euro al giorno tutto d’un tratto si accontenti di un lavoro umile.

Un  fenomeno che impedisce ai criminali di riscattarsi e’ il fatto che molto spesso membri della stessa organizzazione criminale vengono rinchiusi nella medesima prigione. Cio’ contribuisce alla violenza presente nelle carceri e  non permette ai criminali di riflettere sulle loro azioni.

Separare membri della stessa ‘gang’ aiuterebbe al recupero di questi casi: se i condannati si astenessero dalla violenza e soprattutto fossero separati dalle persone che hanno una cattiva influenza su di loro ne gioverebbero.

Ritengo che le prigioni debbano dedicare piu’ risorse ad aiutare psicologicamente i carcerati: gli esseri umani non sono di indole violenta o criminale dalla nascita, ma lo diventano gradualmente a causa di diversi fattori che li influenzano; fattori come  per esempio avere un padre violento, si rifletterebbe sui comportamenti dei propri figli. E’ il compito degli psicologi cercare di individuare il motivo delle azioni dei criminali, ed agire in modo da incoraggiare essi a compiere un percorso di maturazione affinche’, quando saranno liberati, gli ex detenuti siano pronti per essere reinseriti nella societa’ “normale”.

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Una EPICA avventura del nostro Laurentus

Lorenzo Hazard

Le avventure di Laurentus Augustus in Britannia

PROLOGO

Ambientazione: Volterra, Italia nell’anno 88AD (al presente). Britannia 43AD- 50AD.

Cronologia: il protagonista arriva in Britannia, come Legionario Romano nel 43AD all’eta` di sedici anni. Viene messo in una fortificazione presso il Tamigi nella regione del Cotswolds, insieme ai suoi compagni soldati. Nel 48 AD viene scelto per la missione di pacificare le tribu` indigine che popolavano quella zona della Britannia. Arrivano nel sud del Galles dove trovano una tribu` potente e molto feroce i Silures. L’esercito, sotto il controllo di Publius Ostorius Scapula viene accolto con ostilita` e una battaglia brutale incomincia nella foresta. Durante questa battaglia il protagonista e 20 altri compagni vengono separati e attaccati da alcuni Silures: 10 compagni e 16 Silures vengono uccisi prima che i Romani vengono catturati. Vengono portati alla capitale dei Silures dove vengono accolti dai druidi. Ora il protagonista narra tutte le sue esperienze prima che riesce a scappare e ritornare in territorio Romano.

Nome del protagonista: Laurentus Augustus

AD 88

Io Laurentus Tiberius Scipio Antonius Augustus sono seduto nella mia poltrona confortevole sul balcone della mia grande villa a Volterra in Italia guardando dall’alto le valle ondeggianti in primavera.  C’e` una bella brezza rinfrescante che batte leggermente contro il mio viso, la mia vita ora mi sembra proprio un paradiso ma voglio raccontare in questo mio libro delle esperienze della mia gioventu`. Ho gia` raccontato la mia prima grande avventura al mio grande amico Pliny il maggiore che disgraziatamente mori` nell’eruzione del Vesuvio nel 76AD. Pliny era l’unica persona, tranne i compagni che erano con me, che ha creduto alla mia storia; spero che quando la avrete letta, anche voi mi crederete……….

Avevo solo sedici anni quando mi sono arruolato nell’esercito Romano, la forza militare piu` potente del mondo. Mio padre Marcus Augustus era un centurione nell’ottava legione. Solo un mese dopo le preparazioni per l’invasione della Britannia incominciassero. Dopo mesi di preparazione mio padre mi ha portato con se’ nel suo reggimento, per l’invasione dell’isola comandata  dall’ imperatore Claudius, una grandissima spedizione e probabilmente molto pericolosa, perche` io, essendo giovane e spericolato (e anche curioso), volevo vedere il mondo.

Marciammo attraverso l’Italia e la Gallia per finalmente arrivare a uno stretto d’acqua che per me significava la fine del mondo. Attraversammo questo mare e dopo due ore circa avvistammo terra.

 

Saltiamo avanti nel tempo ora, cinque anni passarono in fretta per me, ora avevo ventun’anni mi ero allenato tantissimo per entrare nell’ esercito vero e proprio, ero diventato il migliore combattente di tutti i nuovi assunti. Per questa ragione ero stato scelto per la missione di pacificare le tribu` del Galles. Mi ricordo che il nostro capitano era Publius Ostorius Scapula, un eccellente comandante anche se era un uomo molto duro che domandava disciplina al suo esercito e che a noi non piaceva tanto, ma dopo capii che se Scapula non fosse stato di questo carattere sarebbe stato piu` difficile colonizzare questa terra strana e selvaggia. Avevamo la gran parte dell’estremo sud della Britannia sotto controllo, ma il Galles rimaneva indipendente, e le tribu` barbariche di quella zona erano un pericolo per la civilta` che noi abbiamo portato a questo disgraziato paese! Per questa ragione infatti i nostri generali hanno organizzato questa missione velocemente.

Oggi si parte, mi sentivo cosi` potente quando uscii dalle grandi porte della mia base fortificata tra le gride goiose di tutti quelli che stavano intorno a me. Marciammo su una lunghissima strada naturale elevata nelle colline che i nativi Britanni chiamano “The Ridgeway”. Mentre marciavo guardavo tutti gli animali e la fauna, tutti gli ucelli e gli alberi; alcuni di questi mi sembravano molto strani, perche` non esistevano in Italia, ora che ho vissuto qua per cinque anni mi sono abituato.

Mentre marciavo, questa terra mi sembrava molto strana e misteriosa, con il cielo grigio che nascondeva il sole e grandi alberi da tutte le parti; l’atmosfera era assai sinistra e infausta ma suscitava in me anche un senso d’avventura e di mistero.

Dopo due giorni e mezzo arrivammo in Galles, quasi immediatamente entrammo in una grande foresta molto buia e fitta: questo si` che ci ha reso nervosi,  perche` sapevamo che questa era una zona barbarica. Scapula ci ha detto di mettere su campo qua, ma ad un tratto abbiamo udito un rumore negli alberi…….crack crack……ci siamo voltati tutti……..AGHHHHHHHHH!

Erano dappertutto, saltando giu` dagli alberi, venendo fuori dal fiumicello,

fradici ma determinati ad ucciderci tutti. Immediatamente la macchina militare Romana si attivo` e con un grido di attacco di Scapula una battaglia feroce scoppio`. Io e circa venti dei miei compagni ci siamo separati dalla formazione quando i guerrieri barbarici ci hanno circondati da una parte, dieci dei miei compagni vennero uccisi e gli altri, me incluso, vennero catturati…. una disgrazia per noi… ma almeno eravamo vivi per combattere un altro giorno.

Dopo un’ora di marcia arrivammo alla capitale della tribu` dei Silures, una citta` molto piu` piccola delle nostre grande citta` ma relativemente grande per essere barbarica. La citta` era circondata da una grande palizzata di legno fortificato, era un posto molto strano, tutte le case erano costruite di legno o canne e fango. C’era pochissima pietra in giro, e nessun marmo; ma come vivevano tutte queste persone in un posto cosi` disgustoso!  Anche se non era per niente simile alle belle citta` Romane, aveva un senso familiare per chiunque stava la`, ospite o  abitante che fosse. Forse la cosa piu` strana che ho visto in questo paese erano le persone, ma non quelli normali, questi erano un gruppo esclusivo di uomini di estremo potere, non solo politico ma anche magico! Lo so che e` molto difficile credere a quello che ho detto ma ti posso assicurare, caro lettore, e` vero! Queste persone, o forse ‘maghi’ sarebbe piu` appropriato, si chiamano i druidi; la prima cosa che i guerrieri fecero era di portarci di fronte al capotribu` e al capodruido dell’intera regione occupata dai Silures. Il capotribu` era vecchio e fragile ma tutti lo rispettavano, anche il druido, ma molto meno degli altri perche` lui era giovane forte e intelligente; capii subito che lui era la persona che aveva il vero potere da queste parti.  Entrammo e immediatamente sentii il suo sguardo, i suoi occhi quasi mi penetravano mentalmente e sentivo una senzazione di stretta alla gola come se mi avesse messo una specie di cappio intorno al collo. Pensavo che per noi era tutto finito, che non c’era scampo, ma mi sbagliavo, il capotribu`, ascoltando le voci di quasi tutti in quella grande stanza reale voleva ammazarci tutti, dopo averci torturato per i nostri “crimini” come disse lui, ma il druido non era d’accordo. Il capitano dei guerrieri che ci hanno catturati si arrabbio` per averlo contraddetto, alzo` la voce contro di lui in un tono indignato.

Il druido esclamo`, tiro` fuori uno strano aggeggio e lo punto` verso di lui, poi prese una pallina dal suo lungo mantello verde e la tiro` verso di lui. Con un grido di angoscia il capitano si getto` per terra, con le mani in faccia coprendo i suoi occhi, e rotolando di qua` e di la`:  stava bruciando! La prima prova delle potenze straordinarie di questa gente.

Sono appena stato informato che devo essere presente alla prossima seduta del Senato a Roma domani, ora devo andare. Raccontero` oltre quando ritorno, ma posso intanto dirvi che infine siamo diventati amici del druido, abbiamo scambiato idee e nozioni. Ora devo proprio andare, Roma mi aspetta. Augustus

Laurentus Augustus

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DRAMA DAY alla Scuola Europea

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Le caratteristiche di Renzo e Lucia

(Quando i personaggi dei promessi sposi parlano ancora alle nuove generazioni)

di  Lorenzo Hazard

Renzo:       Un ragazzo giovane e abile di circa vent’anni di Lecco, villaggio in Lombardia presso il Lago di Como.Renzo1

Renzo e` il protagonista maschile della storia. E` stato orfano da entrambi genitori dall’adolescenza ma si e` fatto strada nella professione di filatore di seta perche` e` un artigiano assai abile. Ha anche un podere e questi due investimenti gli rendono un profitto che gli permette di avere una vita senza preoccupazioni. Il suo nome completo e` Lorenzo Tramglino ed e` il promesso sposo di Lucia, la protagonista femminile del romanzo. Egli compare per la prima volta nel capitolo II. Viene descritto come un giovane onesto e di buona natura ma piuttosto impulsivo e facile alla collera. Durante il corso della storia Renzo subisce una trasformazione di personalita` : le sue esperienze e avventure lo hanno reso piu` saggio e maturo.

Lucia: La promessa sposa di Renzo, una ragazza giovane e bella di circa vent’anni che a causa di  questi due attributi positivi viene perseguitata da Don Rodrigo.Lucia  Infatti Don Rodrigo e` la ragione per cui il matrimonio non ‘si puo` fare’,  siccome lui e` il governatore di quella zona. Lucia Mondella viene introdotta da Manzoni nel capitolo II,  ma verso la fine quando Renzo la informa del promblema riguardo il matrimonio. Lucia vive con sua madre Agnese nel villaggio di Lecco, lei e` una contadina di famiglia povera ma con soldi sufficienti per comprare cibo e per vivere in una casetta.  La situazione economica di Renzo e` miglore e anche piu` stabile, per questo la qualita` della vita e lo stato sociale di Lucia si sarebbe alzata sposando Renzo`. Manzoni li descrive come due innamorati. Lucia e` descritta come una ragazza pia e` devota prive di emozioni impulsive, tranquilla e facile all’imbarazzo: l’opposto di Renzo. Questa personalita` remissiva riflette e diventa simbolo dei due aspetti della vita del luogo: Uno e` la presenza militare e politica dei Spagnoli, la zona dove vive lei e` controllata da Don Rodrigo dove le persone non hanno molta liberta` che cio` li rende remissivi e disciplinati come Lucia, oppure ribelli come Renzo; l’altro fattore e` il modo in cui le ragazze erano allevate a quell’epoca: dovevano essere tranquille e disciplinate.

Certamente le caratteristiche dei due protagonisti sono influenzate dal loro stile di vita e dalle persone nelle loro vite ;  ho trovato il saggio d’Italo Calvino sui Promessi sposi e ho preso un pezzo che e` molto importante, perche` qui Calvino parla del messaggio nascosto nel libro: È solo passando dall’orizzonte degli individui a quello universale che può risolversi la vicenda dei due fidanzati di Lecco. E quando ci accorgiamo che la parte della Provvidenza è sostenuta dalla peste comprendiamo che il discorso dell’ideologia politica spicciola è saltato in aria da un pezzo. Le vere forze in gioco del romanzo si rivelano essere cataclismi naturali e storici di lenta incubazione e conflagrazione improvvisa, che sconvolgono il piccolo gioco dei rapporti di potere. È una natura abbandonata da Dio, quella che Manzoni rappresenta; altro che provvidenzialismo! E quando Dio vi si manifesta per mettere le cose a posto, è con la peste. C’è oggi chi tende a vedere in Manzoni una specie di *nichilista, sotto la vernice dell’ideologia edificante, di quel nichilismo che ritroveremo piu radicale solo in Flaubert.

*Nichilista: Il nichilismo e` una teoria filosofica che propone l’idea che la nostra esistenza e` priva di senso. Dal latino classico nihil e il latino medievale nichil che vogliono dire: nulla; allora propone che non c’e` scopo nella vita e` non c’e` una ragiona per cui siamo vivi, la morale e ‘etica sono caratteristiche umane che usiamo per trovare un senso nella vita ma questa teoria propone che nulla di questo e` vero infatti perche` sono idee umane.

Quando Manzoni scrisse questo libro gli Austriaci avevano il controllo dell’Italia del Nord, nel libro invece gli opressori sono gli spagnoli. Manzoni scrisse un romanzo storico con molti aspetti di verita`, persino alcuni personaggi sono realmente esistiti, e tuttavia contiene nascosta la luce del patriotismo e della liberta`. Infatti alcuni anni dopo la pubblicazione definitiva del libro ebbe inizio la guerra dell’indipendenza che avrebbe formato l’ Italia unita.

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una ‘app’ per un viaggio nel tempo !

untitled“Il Futuro”         di Tessa Hall

19 gennaio  2367

Caro diario,

stamattina ho affrontato un dilemma; non  sapevo cosa mettermi! Ho soltanto 150 abiti e sono quasi tutti fuori moda! La settimana scorsa ho persino trovato un telo di cotone con quattro buchi  in fondo all’ armadio, la mia ‘creatrice’ mi ha spiegato che quel telo apparteneva alla sua ‘creatrice ‘e si chiamava “maglietta” (che stoffa strana). Devo assolutamente dire alla mia creatrice di fare il fashion dowload sul tablet e di stamparmi quello abito in gomma che mi piace tanto.

21 gennaio 2367

Caro diario,

oggi con la mia classe virtuale sono andata a fare una gita al museo dei trasporti antichi. Che ridere quelle macchine! Pensa che avevano le ruote e una chiave per accenderle. Come era sciocca la gente nel 2000.

La mia maestra ci ha spiegato che il teletrasporto l’hanno inventato 100 anni fa e che prima la gente camminava per strada! Pensa che confusione !

23 gennaio 2367

Caro diario,

oggi la mia creatrice ha acquistato una nuova ciber- domestica. L’ultima é caduta nella nostra piscina e ha fatto  corto circuito.  Speriamo che questa duri piu` di una settimana, l’abbiamo chiamata Penelope.

Ha i capelli rosa e le labra blu`, un po’ la moda dello anno scorso ma alla mia creatrice piace il vintage.

La nostra casa e` tutta  ‘pensiero-programmata’  percio` non c’e`tanto che deve fare Penelope: deve soltanto ricevere gli ospiti e dare le vitamine al gatto.

25 gennaio 2367

Caro diario,

Questo pomeriggio il mio maestro virtuale mi ha chiesto di immaginare un tema sul futuro, certo che deve essere proprio invecchiato, oppure non ha ricevuto le ultime ‘app’ , perche` il futuro lo posso vedere quando voglio con l’app del viaggio nel tempo.

E poi, che cosa vuol dire ‘immaginare’ ?

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BUON NATALE e FELICE ANNO NUOVO !

Christmas Greetings ES Culham 2014

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Vincitrice della Competizione Letteraria 2014: Brava Harriet!

magritteI miei occhi.

Mi alzai. Era mattina. Sapevo che era mattina visto che sentivo gli uccelli fuori che cantavano attraverso la finestra che so essere alla sinistra del mio letto. Mi piace moltissimo sentire gli animali, particolarmente gli uccelli. Li immagino piccoli e leggeri, abbastanza per posarsi un attimo sulla mia mano senza essere sentiti, con i becchi corti e delicati, le ali soffici al tocco della mano, piegate mentre l’uccello saltella in giro, magari sul muro basso o sulla cima del cespuglio di rose accanto alla porta di casa.

Mi piacciono anche gli uccelli perché mi ricordano sempre la Primavera, la mia cosa preferita. Non c’è niente che mi piace più della Primavera. Odio l’Inverno e l’Autunno, tempi molti silenziosi; non si sente mai niente, nessuna traccia di esseri viventi, tranne forse il raro suono di un gufo, tardi nella notte. Se non fosse per quel gufo, il mondo potrebbe essere morto, e non lo saprei neanche. L’Estate mi fa molto piacere, specialmente quando posso sentire le cicale che cantano in coro ogni pomeriggio, ma la Primavera è quando il mondo sembra rinascere e cominciare a vivere di nuovo. E` così che penso degli anni: ciascuna ha una vita. La Primavera è quando nasce un anno, e il mondo comincia a cantare, a crescere, a respirare; l’Estate quando matura, si calma e diventa adulto, l’Autunno il mezzo della vita quando tutto diventa lento e poi l’Inverno, freddo e silenzioso, la morte.

Li ascoltai cantare per un po`; sembrava che fossero in due, e stavano avendo una sorta di conversazione; ciascuno di loro cinguettava qualcosa, poi l’altro gli rispondeva. Poi mi levai dal letto e, avendo trovato il sottile bastoncino di plastica che mi aiuta a visualizzare il pavimento, camminai verso la stanza a destra, dove so essere i miei vestiti, un abito, con sotto una camicia di cotone morbido, piegati sul letto. Mi vestii, assicurandomi di avere messo la camicia dalla parte giusta, e camminai giù per il corridoi aiutandomi con il bastoncino. Alla fine girai a destra e mi trovai nella cucina. Dopo aver bevuto un tè molto zuccherato (forse ho messo troppo zucchero, non sono sicuro) mi rialzai e camminai fino a che ero davanti allo specchio. Lo toccai e, sentendo la sua superficie piatta e fredda, mi accorsi: mi stavo guardando. Provai a immaginarmi, ma non ci riuscì. Sapevo che avevo i capelli lisci, corti, e marroni, ma per me il colore era solo una parola. Sapevo che avevo gli occhi verdi, piccoli, e a forma di mandorla, come me li aveva descritti mille volte mia sorella Silvia. Provai addirittura a visualizzare la mia bocca, con le labbra fini e asciutte, ma ancora quel pensiero si sciolse, come lo zucchero aveva fatto nel mio te`.

Poi immaginai qualcosa di diverso: provai a pensare che mi guardassi, dietro allo specchio, immaginando come sarebbe la mia vita, e questa volta riuscii.

Sorridendo, camminai alla finestra, la spalancai, respirai una boccata di aria Primaverile, e fui contento.   Com’è bella la vita!

 

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